Risultati derivanti da nuovi esami realizzati su manufatti bellici del VII a.C. e III a.C. rinvenuti in Etruria

  • C. Mapelli
  • W. Nicodemi
  • R. Venturini
  • R. Riva

Abstract

Il presente studio ha l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti relativi alle tecniche metallurgiche utilizzate
dagli Etruschi e dai Romani in un periodo interessato da una forte interazione culturale ed economica tra
questi popoli. Le analisi prendono in considerazione due lame rinvenute presso i siti etruschi di Chiusi e
di Vetulonia. Gli esami in microscopia elettronica accoppiati ai risultati della spettroscopia a dispersione
di energia hanno consentito di definire con maggiore precisione la composizione chimica delle inclusioni
non metalliche presenti nei manufatti, così come la classica tecnica di spettroscopia con rifusione,
operata attraverso fascio plasma, ha permesso di precisare meglio le analisi chimiche della matrice
metallica dei manufatti. L’opportuno trattamento termodinamico di tali dati ha consentito di formulare
nuove e plausibili ipotesi circa le temperature medie di esercizio degli antichi forni di riduzione.
L’applicazione della tecnica di diffrazione di elettroni retro-diffusi ha reso possibile la misura delle
orientazioni cristallografiche, che interessano le diverse regioni delle lame prese in esame. I risultati
mostrano la presenza di strutture cristallografiche dovute a processi di deformazione plastica in grado di
fornire caratteristiche meccaniche apprezzabili, anche in un manufatto che presentano già di per sé una
interessante organizzazione strutturale derivante dal processo di formatura e saldatura per frizione tipico
delle cosiddette spade a pacchetto. Ne emerge un quadro che pone in evidenza l’elevata qualità
metallurgica dei prodotti realizzati dagli etruschi, che certamente fu assimilata dai Romani, in quanto
non poté non essere considerato un fattore strategico per l’esercizio e l’espansione del proprio potere.

Published
2013-07-03
Section
Memorie