IDENTIFICAZIONE TRAMITE EMISSIONE ACUSTICA DI FENOMENI DI DANNEGGIAMENTO DEL CALCESTRUZZO ARMATO DURANTE TEST DI CORROSIONE ACCELERATA

  • R. Bonfiglio
  • E. Proverbio
  • V. Venturi
  • L. Golaski

Abstract

Nella letteratura scientifica sono oramai numerosi gli esempi di applicazione della tecnica di indagine basata sulla raccolta di segnali di Emissione Acustica (EA) per l’individuazione di fenomeni di corrosione nel calcestruzzo armato. Tale tecnica risulta particolarmente sensibile allorquando la corrosione è associata alla formazione di microfessure nel calcestruzzo all’interfaccia armatura-calcestruzzo. Il presente lavoro riassume i risultati preliminari di una ricerca sperimentale volta a determinare la possibilità di distinguere le varie tipologie di sorgenti di EA in un c.a. in condizione di corrosione e identificare, dall’analisi dei segnali di EA, la presenza di danneggiamenti pre-esistenti in strutture in c.a. degradate e sollecitate meccanicamente. A tal fine sono stati fabbricati vari provini in c.a. in scala semireale con due diversi mix design con aggiunta di cloruri. Una parte di questi provini è stata sottoposta a corrosione accelerata con l’applicazione di un flusso di corrente esterna. Ciclicamente e in condizione di quiete (assenza di flusso di corrente) è stata effettuata una raccolta di segnali di EA. L’analisi delle forme d’onda dei segnali ha permesso di identificare tre differenti tipologie di sorgenti emissive ipoteticamente riconducibili a: corrosione dell’acciaio, microfessurazione del calcestruzzo, accrescimento dei prodotti di corrosione. Dopo la fase di accelerazione della corrosione i campioni sono stati sollecitati a flessione, seguendo una specifica procedura di carico, per studiare il fattore di calm-ratio, ossia il rapporto tra il numero totale di eventi di EA durante la fase di scarico ed il numero totale degli eventi durante l’ultimo ciclo di carico. Valori del calm-ratio maggiore di 1 sono da correlare alla presenza di danneggiamenti diffusi nella matrice di calcestruzzo. In questo modo è stato possibile confrontare i campioni sottoposti a corrosione accelerata con quelli in condizione di corrosione naturale.
Published
2008-07-30
Section
Memorie